Welcome to Magazine Premium

You can change this text in the options panel in the admin

There are tons of ways to configure Magazine Premium... The possibilities are endless!

Member Login
Lost your password?

Giorgia e le lingue straniere: la sua storia a Nantes

March 6, 2013
By

Abbiamo intervistato Giorgia Buttazzo, studentessa leccese di 25 anni. Ecco la sua storia.

Ad aprile 2008, durante il secondo anno di triennale della facoltà di Lingue e Letterature di Lecce, ha pensato di presentare domanda per il bando Erasmus, studiando tra l’altro le lingue francese e inglese. Così  tra le opzioni Francia vi erano Nantes, Parigi, Metz. E’ stata selezionata per la destinazione Nantes e a settembre 2008 e’ partita assieme alle sue colleghe di corso Valentina e Claudia per stabilirsi per 5 mesi. All‘Università di Nantes ha frequentato i corsi di lingua francese, non solo per migliorare la lingua ma anche perchè l’esame finale sarebbe stato convalidato in Italia come esame di Lingua francese del terzo anno di triennale. Ha sostenuto anche un esame di Letteratura francofona e ha svolto un tirocinio presso una radio locale EuradioNantes, in particolar modo assieme a una sua collega Cristina, hanno curato il programma “Le quart d’heure italien”, un quarto d’ora dedicato alla lingua e alla cultura italiana.Un’ esperienza fantastica.


Ciao Giorgia ci puoi spiegare  quanto tempo sei stata in Francia?
Sono stata in Francia da settembre 2008 a febbraio 2009. il Bando prevedeva 5 mesi, ma ho richiesto il prolungamento di 1 mese per concludere il tirocinio sopracitato.

Quanto è importante per uno studente italiano all’estero la conoscenza della lingua inglese e francese? Che consigli potresti dare, in base alla tua esperienza, da questo punto di vista?

Non è importante, molto di più. Mi rendo conto che essendo una studentessa di lingue, è fondamentale migliorare la conoscenza di esse solo trasferendosi per un pò all’estero per applicare la lingua e farla propria. Si può studiare per anni sui libri e sulle grammatiche ma il vero segreto è viaggiare, punto. Per uno studente italiano è quindi importante conoscere una qualsiasi lingua in generale che sia inglese o francese perchè all’estero ci si può sentire cmq a casa solo conoscendo una lingua, anche trovandosi a piu di 1000 km di distanza.

Nantes da vivere: quali sono i lati positivi e quelli negativi, quali le prime difficoltà e come sei riuscito a risolverle?

Nantes è tre volte Lecce. Sicuramente un aspetto negativo è questo cioè adattarsi presto a vivere in una città molto più grande di quella in cui sei cresciuto. Sicuramente il freddo umido è un aspetto negativo dell’inverno o ancora il fatto che inizialmente si possa trovare difficoltà a socializzare con i nantesi, sono molto più distaccati rispetto i  francesi del sud, un esempio è l’indifferenza totale tra le persone sedute vicine in tram o bus, danno meno confidenza, ma poi pian piano si sciolgono anche loro se li si conosce  a fondo. Tra gli aspetti positivi: puntualità dei mezzi che in Italia è assente, numerosi locali (come sull hangar a bananes )e feste universitarie che favoriscono gli incontri tra studenti stranieri e studenti locali per facilitare le amicizie, e poi  sicuramente è una città ricca di storia e novità ( il castello dei duchi di bretagna, i castelli della loira o il museo di macchine elettroniche e le lieu unique) e poi naturalmente prodotti tipici gustosissimi come crepes, chi chi…

Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a studiare fuori dall’Italia? Pensi di aver fatto una scelta giusta? E perché?

La motivazione principale era che volevo cambiare aria e fare un’esperienza nuova all’estero considerando che studio le lingue straniere; penso di aver fatto una scelta giustissima perchè se una persona vuole aprirsi alla conoscenza di una lingua deve essere mentalmente aperto anche a conoscere tutto ciò che la circonda, territorio, cultura, tradizioni, politica, religione, e questo può riuscire solo viaggiando e spostandosi e se non si ha voglia di scoprire questo non ha senso lo studio di una lingua straniera.

Il mondo dell’insegnamento e dell’istruzione in Francia: in che modo è diverso da quello italiano? Quali sono le tue opinioni a riguardo?

Iniziamo col dire che le classi sono meno numerose rispetto alle classi italiane, quindi gli studenti sono seguiti meglio, in più nelle università in Francia, i professori consegnano dei lavori da svolgere a casa proprio come al liceo e spesso si tratta anche di lavoro di gruppo, cosa rara nelle università italiane . Qui uno studente studia per l’esame e non c’è grande lavoro di analisi o di ricerca dietro.

Cosa ti e’ mancato dell’Italia?

Mi è mancata sicuramente la mia famiglia, ma anche il sole del sud, la vera pizza italiana e il vero caffè italiano.


Cristiano Prudente

Tags: , , , , , ,

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *