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Graziano, il suo Erasmus in Francia

April 12, 2013
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Abbiamo intervistato Graziano, 24 anni che abita in piccolo paese “Mariotto”, frazione di Bitonto. E’ un laureando in Lingue e culture per il turismo presso la facoltà di Lingue e Letterature straniere di Bari. 
Oltre lo studio si e’ da sempre dedicato a vari lavoretti perche’ crede che un minimo di esperienza lavorativa serva sempre.
Durante il suo 3° anno accademico ha deciso di provare una nuova esperienza: l’Erasmus, un programma di studio che permette agli studenti universitari di imparare o meglio di perfezionare la conoscenza di una lingua, di vivere una nuova esperienza di vita in piena autonomia e sentirsi cittadini europei.
Purtroppo questo grande progetto che ha da poco “festeggiato” i suoi 25 anni e stà giungendo al termine : pare che dal 2014/2015 mancheranno i fondi…

Ecco la sua intervista…

Ciao Graziano ci puoi spiegare quanto tempo sei stato in Francia?

Sono stato a Grenoble, città a sud/est della Francia, 4 mesi. Con il “senno di poi” avrei allungato il periodo a 9 mesi, in modo tale da vivermi l’esperienza ancor più intensamente. Ho seguito le mie lezioni universitarie presso la “Université Stendhall III”.

Quanto è importante per uno studente italiano all’estero la conoscenza della lingua inglese e francese? Che consigli potresti dare, in base alla tua esperienza, da questo punto di vista?

Senza ombra di dubbio la conoscenza dell’ Inglese è importante, sopratutto se non si ha un minimo di conoscenza della lingua del posto in cui si va, basti pensare che sopratutto nel vivere quotidiano, non sempre tutte le persone con le quali ci si approccia conoscono l’inglese ( si pensi un piccolo negozietto più in periferia frequentato esclusivamente da abitanti del posto…). Nel mio caso, avendo una discreta padronanza del francese e meno dell’ inglese non ho avuti  grandissimi problemi nel capire e farmi capire. Consiglio, quindi a tutti gli studenti che si approcciano per la prima volta a questa esperienza di  fare dei piccoli corsi linguistici. Ci sono nazioni, come la Francia, in cui l’inglese è poco utilizzato dagli abitanti del posto,unica fortuna è  trovare studenti universitari che possono capirti e rispondere a eventuali domande.

Francia da vivere: quali sono i lati positivi e quelli negativi, quali le prime difficoltà e come sei riuscito a risolverle?

Grazie a questa esperienza ho rivalutato un pò dei miei falsi preconcetti: essere a contatto con varie etnie (Grenoble in quanto città universitaria è multi-etnica), culture e orientamenti diversi mi ha fatto crescere molto. Bhé, uno dei lati positivi é stato proprio questo. Scoprire nuovi modi di vivere, di condividere un qualcosa con gli altri studenti di diverse nazioni e tanto altro ancora rappresentano un ricordo indelebile. La voglia di scoprire trazioni, usi locali mi ha spinto sempre più ad avere ( come si dice dalle nostre parti) una “mentalità aperta”. Anche se la francia è geograficamente vicino all’Italia, per alcuni aspetti se ne differenzia: l’organizzazione universitaria, il rapporto docenti-studenti, biblioteche colme di libri e aperte sino a sera, manifestazioni culturali, varie associazioni. Per quanto concerne gli aspetti negativi, potrei menzionare solo quello culinario: da bravo meridionale, amo la cucina mediterranea! Le prime difficoltà incontrate sono state prettamente burocratiche, si pensi alla sistemazione in alloggio, alle assicurazioni da sottoscrivere, all’approccio con la segreteria didattica del posto all’orientamento all’interno di un grande Campus universitario. Con grande forza di volontà, spinto dalla curiosità e dalla voglia di vivermi a pieno tale esperienza, una grande forza di adattamento è nata dentro di me tale da andare aldilà di questi piccole incombenze.

Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a studiare fuori dall’Italia? Pensi di aver fatto una scelta giusta? E perché?
Principalmente il mettermi in gioco in una nazione che amo particolarmente e a voglia di imparare la lingua non più sui libri universitari ma dal vivere quotidiano. Non potevo scegliere di meglio, questa piccola cittadina francese mi è rimasta nel cuore tanto che sarà oggetto principale della mia tesi.

Cosa ti e’ mancato dell’Italia?
E’ inutile negare che gli affetti familiari sono quelli più mi sono mancanti, così come gli amici e perchè no il vivere tranquillo in un piccolo paese come in mio.


Cristiano Prudente

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