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Lavorare in hotel a Parigi: l’esperienza di Luciana

March 4, 2013
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Abbiamo intervistato Luciana, ragazza barese di 24 anni che lavora presso un albergo della capitale francese. 

Nel 2011 consegue  la laurea  in Interpretariato e Traduzione inglese e tedesco all’Università Carlo Bo di Bari. Al termine dei 3 anni universitari, capisce che la sua vocazione non aveva niente a che fare con la traduzione e l´interpretariato, perciò intraprende la strada del Turismo, che aveva già esaminato e apprezzato durante le varie esperienze lavorative stagionali. Viene a sapere, proprio qualche giorno dopo la sua laurea, della vittoria della borsa di studio “Ritorno al Futuro” della Regione Puglia, che le avrebbe dato la possibilità di frequentare un master. A gennaio 2012 comincia il Master in Tourism Management che  l’ha resa partecipe di lezioni organizzate a Lecce, a Varsavia e Bruxelles e che terminano a luglio 2012. Dopodiché, come previsto dal Master, effettua uno stage in un hotel di catena a Milano, ed è lì che, dopo due mesi di insegnamenti pratici e di conoscenze approfondite degli standard di catena, inizia a tappezzare Milano con il suo curriculum, sperando di trovare un lavoro in un hotel simile. Milano però si rivela essere ormai satura e schiava del sistema italiano, ormai ben noto in tutta Europa, perciò, senza speranze, espande i suoi orizzonti, cercando qualcosa di concreto fuori dai confini italiani. E´dopo qualche giorno che instaura un contatto con un hotel a Parigi, suo attuale luogo di lavoro, che le ha subito proposto un contratto a tempo indeterminato.

 

Ciao Luciana, ci puoi dire in che modo pensi che la realtà francese sia diversa da quella italiana?

Nonostante siano due paese confinanti, La Francia e l’Italia sono due mondi completamenti diversi. La Francia è uno dei classici Paesi del nord Europa, dove il tempo è sempre grigio e il sole non c’è mai, dove non si mangia la pasta e si mangia estremamente male, dove i mezzi di trasporto sono puntuali e efficienti, dove la gente si veste male e non bada ai colori. La Francia è una realtà Europea, dove, quando il sole splende nel cielo, lo apprezzi mille volte di più, dove puoi assaggiare tutte le cucine del mondo, dove i mezzi di trasporto possono bloccarsi ma è semplice trovare un’alternativa, dove la gente si veste come vuole perchè non esiste nessuna legge che dice il contrario, è una realta´europea perché una persona di 40 anni può permettersi di “stancarsi “ del lavoro che ha fatto per tutta la sua vita e in una settimana puo´trovare un altro posto di lavoro che lo gratifica di più, dove i curriculum vengono visti e consultati per davvero.

Quali sono le differenze nel mondo del lavoro?

Per quanto riguarda il mondo del lavoro, beh, potrei scrivere un libro. A lavoro ognuno svolge il suo compito ben preciso, se si dimostra di saperlo svolgere perfettamente si passa d un livello superiore di formazione, e cosi via. E´semplicissimo avanzare di livello, basta dimostrare voglia, passione e capacità. Non si viene condannato per un errore, anzi, si deve imparare da esso. Non è un’utopia, esiste davvero. Ogni domanda ha una risposta data con un sorriso: vuoi sapere il perché di un’operazione? Sarai illuminato. Non esiste gente incompetente! E soprattutto, non c’ è nessuno che è felice dei tuoi errori o che deve andare a sparlare con il capo. Il direttore arriva ogni giorno alle 6 del mattino, perché lui ha tanto lavoro da fare. Ogni volta che arriva o viene al ricevimento, aspetta che tu sia libero per poterti stringere la mano e dirti Bonjour! Se c’è gente al bar è lui che aiuta a sparecchiare. Vedere questo sistema non fa altro che motivarti. In Italia non so come funziona, non ho ancora avuto il piacere di lavorarci.

Qual è il tuo luogo preferito della Francia?

Sono a Parigi, posso desiderare di più?

Cosa pensi del costo della vita in Francia e in particolar modo a Parigi?

Parigi è cara ma non lo è più di Milano. Un affitto a Parigi in zona 1 è alle stelle, ma basta allontanarsi leggermente e diventa tutto più  accessibile.

Cosa cambieresti della Francia? E dell’Italia?

Della Francia mi interessa relativamente poco. Il mio paese è l’Italia. Non è l’Italia che vorrei cambiare, sono gli italiani il problema.

Torneresti vivere in Italia in futuro?

Pensi sia bello e gratificante lavorare nel turismo in Francia quando noi in Italia possiamo vivere solo di questo? Tornerò in Italia, questo è sicuro. Cercherò di farlo quando raggiungerò quel grado di conoscenze adeguate a ricoprire una carica abbastanza alta per poter insegnare a mia volta e diffondere il verbo. Ce la farò?

Che consiglio daresti a chi è ancora in Italia ma vorrebbe espatriare?

Partire e andare fuori dall Italia non è da tutti. Il coraggio è il requisito fondamentale, molta flessibilità e capacità di sapersi adattare sono al secondo posto. Non è semplice essere completamente da solo in una nazione sconosciuta, soprattutto i primi mesi. Credo, comunque, che l’esperienza all’estero sia quasi indispensabile per la formazione personale di ognuno di noi. Bisogna partire per conoscere cosa c’è fuori, per capire che il mondo in cui viviamo non è l’unico che esiste e che forse ha qualcosa che non va. Bisogna partire, ma non da turisti, partire per vivere il nuovo luogo e non per fare le foto e metterle su facebook. Bisogna partire per smettere di essere ignoranti, perché noi italiani siamo molto ignoranti, sia perché non conosciamo sia perché ignoriamo la diversità. Con il tasso di disoccupazione in costante aumento, consiglio a tutti coloro che si piangono addosso di fare le valigie e partire. La lingua straniera non è una scusa, si impara, come si impara anche il lavoro. Basta dipendere da mamma e papà, basta spendere centinaia di euro per l’ultima borsa firmata, basta essere le capre dell’Europa! Viaggiamo, conosciamo, cambiamo, ritorniamo e modifichiamo, l’Italia è il Paese più bello del mondo ma lo stiamo distruggendo, valorizziamolo imparando da chi è più bravo di noi…

Cristiano Prudente

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