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Valentina: la Francia nel suo destino

May 24, 2013
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Abbiamo intervistato Valentina, 25 anni che viene da Castel di Lama, in Provincia di Ascoli Piceno.

Come la maggior parte dei giovani, dopo la licenza della scuola media ha voluto continuare i suoi studi ad Ascoli Piceno, diplomandosi come tecnico geometra nel 2006.

Non era facile a livello economico, ma ha veramente scelto di fare molti sacrifici per raggiungere l’obiettivo che si era prefissata.

 

 

Durante i cinque anni, oltre la scuola, ha seguito ogni anno, molteplici corsi di formazione e ha partecipato a vari concorsi tra i quali, con la provincia di Ascoli Piceno, ha vinto il Progetto Gulliver.

Questo prevedeva un soggiorno di 3 settimane a Dublino con un programma ricco: corso di lingua, visite alla città, ai musei, alle aziende importanti della città.

‘È stata veramente una bellissima esperienza!’

Poi volendo ancora continuare la sua formazione e volendo studiare, non più le costruzioni, bensì l’ambiente nel quale vengono realizzate queste costruzioni ha scelto il corso di laurea triennale in Scienze Forestali e Ambientali proposto dall’Università Politecnica delle Marche.

In tre anni ha seguito tutte le lezioni e le uscite e le esercitazioni in campo… mentre gli esami non erano tutti finiti…

Ha continuato a seguire questa intuizione di andare all’estero e ha vinto la borsa di studio del Progetto Campus World per la mobilità internazionale e così, anche in seguito ad una formazione umanitaria come volontaria missionaria, è partita per 6 mesi in Madagascar.

Lì ha avuto la possibilità di collaborare con altri tecnici per le attività di sviluppo, nel suo essere missionaria poiché abitava in una casa dei volontari.

Dopo questa esperienza, è rientrata in Italia e continuando a studiare per terminare gli studi ha lavorato per mantenersi!

Finalmente nel febbraio 2013 è riuscita a coronare il suo sogno e si è laureata!

Seppure sulla carta è una laurea triennale, essendosi inscritta nell’anno di passaggio dai 5 anni di laurea magistrale ai 3+2, l’Università di Ancona aveva concentrato tutto nei 3 anni…

Per cui, concretamente, ha sostenuto i suoi 36 esami con tanto di tirocinio di oltre 200 ore e tesi intitolata “La Gestione Forestale Sostenibile nella foresta di Vohiday, Madagascar” che include ovviamente la parte dei traffici illegali di legno e prodotti legnosi, illegal logging, illegal timber, conflict timber nel mondo, in Italia e in Madagascar!

Dunque, laureata, cercava un lavoretto ma la Provincia di Ascoli Piceno ha emesso un bando di GREEN Economy e così ha partecipato tanto per partecipare…

Invece è arrivata seconda su 3 posti e così è partita per la Francia!

La borsa prevedeva uno stage in un’azienda francese di 15 settimane, oltre un breve corso di lingua francese…

E così ha avuto l’occasione di lavorare in una grande azienda francese dove è stata ben accolta e con la quale ha avuto l’opportunità di approfondire tutta la parte tecnico-pratica dei suoi studi.

E’ con questa azienda che ha avuto l’opportunità di viaggiare per quasi 8000 km in gran parte della Francia, dai mari alle montagne!!

Poi durante questa esperienza ha avuto l’occasione di conoscere un signore, insegnante d’italiano in due licei il quale, dopo aver saputo che attende di avere una borsa di studio per poter continuare i suoi studi, le ha proposto di aiutarlo nel suo lavoro come assistente di lingua italiana.

Ecco che con un contratto di volontariato è in Francia, dove sta svolgendo questo lavoro, nella perfetta gratuità.

Ma una gratuità relativa. Il grande vantaggio che ha è di conoscere, giorno dopo giorno, sempre più persone francesi, abitanti di questa cittadina, raggiungere gli altri amici in Francia, migliorare il suo francese… insomma tante altre cose connesse che non sono quantificabili monetariamente ma che hanno veramente un grandissimo e importantissimo valore per lei, per la sua persona, per la sua crescita, per la sua vita e si augura, per la vita di chi incontra!

 

Ecco la sua intervista!

 

Ciao Valentina, ci puoi dire in che modo pensi che la realtà francese sia diversa da quella italiana?

Io credo che ogni realtà è a se stante, risultato di una storia, di popolazioni d’origini differenti, di luoghi, tempi, climi… Per cui le differenze sono molteplici, a mio avviso e per tantissimi aspetti. Ma restano comunque punti di vista.

A livello naturale, paessagistico-ambientale, se penso alla Francia, estesa su di un vasto territorio tra il Mar Mediterraneo, l’Oceano Atlantico e il Mar del Nord, ha dei paesaggi veramente unici! E la vegetazione cambia dal nord al sud, dall’est all’ovest: piante, fiori che si trovano a crescere con terreni così differenti ma tutti con colori così tanto brillanti per le abbondanti piogge…

Ma questo avviene anche in Italia. Pensando all’Italia, questa penisola stretta e lunga, che offre delle vette così alte e delle spiagge così belle… il paesaggio italiano è così caratteristico in ogni regione che lo amo davvero tanto! E il clima è anche meno rigido della Francia se vogliamo, perché non ci sono le correnti oceaniche!

Poi, percorrendo la Francia, non solo per le autostrade ma anche per fantastiche strade interne, che attraversano immensi campi coltivati con le attrezzature meccaniche più avanzate, è caratteristico vedere come le famiglie abitano in case singole, sparse sulle colline… in mezzo al verde… non ci sono problemi di traffico, ne di vicinato da queste parti! E anche la qualità della vita credo che sia di un buonissimo livello. Ovviamente, i centri più abitati esistono, ma non è raro trovare case tipiche di pietra o di mattoni, restaurate, funzionali e abitate, ovunque. La gente lavora tutta la settimana, preferibilmente ad orario continuato, ma ho rimarcato che la domenica in Francia non si lavora e durante l’anno sono riconosciuti molti giorni di festa e nell’ambito della scuola, tante vacanze.

Pensando all’Italia invece, dal Nord al Sud si estende su di uno stretto territorio dove la popolazione è distribuita in modo completamente differente rispetto alla Francia. Questa conformazione territoriale, credo che influisca molto sull’organizzazione e la gestione della popolazione. Per cui in Italia non è difficile trovare grandi immobili, palazzi, grattacieli… la gente “volente o nolente” deve avere dei rapporti con il vicinato, le famiglie abitano molto vicine, non restano grandi spazi verdi. Case in campagna esistono, ma  è sempre più costoso mantenerle per cui non è raro vedere casolari abbandonati. Inoltre, gli italiani sono grandi lavoratori. Penso che in Italia, si lavori molto, senza ricordarsi molto dell’importanza del riposo e del tempo da dedicare alla famiglia. Per cui si lavora spesso anche la domenica, non ci sono molte festività e le famiglie non hanno molte occasioni di passare tempo insieme, come invece ho visto fare in Francia, dove i genitori tengono molto al tempo da condividere con i figli.

Inoltre, posso pensare alla Francia e all’Italia nella loro gestione politica, amministrativa…. Non sono magari io a poter dire grandi differenze per questi aspetti, ma certo è che, vivendo in Francia, posso dire che sono molto contenta della scuola che ho avuto in Italia e della copertura sanitaria comunque garantita in Italia.

La cucina italiana poi, così ricca e varia, non ha paragoni a patate e salse grasse! In Francia, si mangia molta carne e tante patete…e si mangiano dei buoni piatti nei ristoranti… ma la casa  italiana, la cucina italiana e la mamma italiana non si dimentica mai!

 

Quali sono le differenze nel mondo lavorativo?

Forse ho già accennato ad alcune differenze del mondo del lavoro tra Francia e Italia. Ma oltre all’orario di lavoro, tra l’Italia e la Francia ci sono altre differenze.

Un giovane che studia per 3 anni d’Università, dopo la laurea ha una buona percentuale di trovare un buon impiego che desidera e già con lo stage il suo impegno è parzialmente riconosciuto con un contratto di lavoro che gli garantisce il salario minimo di uno stesso lavoratore impiegato nella stessa azienda. In Italia, io personalmente ho sostenuto 36 esami per ricevere il diploma di laurea triennale e non posso aspirare ad un buon lavoro che desidero. Mi è necessario continuare negli studi e con molti concorsi prima di poter ottenere un valido impiego, ben retribuito.

In Francia, ho conosciuto molti coetanei e non mi è stato difficile trovare tanti giovani che ricoprono posti di lavoro abbastanza elevati con molte responsabilità. Le aziende in Francia danno molta fiducia ai giovani e credo che anche lo Stato ha molta fiducia nei giovani, come potenziali costruttori del prossimo futuro.

Così facendo, credo che anche i giovani vogliano assolvere il lavoro che desiderano, consapevoli delle responsabilità e quindi anche coscienti nell’avere i migliori voti e quindi i diplomi delle migliori scuole.

 

Qual è il tuo luogo preferito della Francia?

Un luogo preferito della Francia, credo che ancora non l’ho definito e non so se riuscirò mai a definirlo. In Francia ho sempre amato ogni luogo in cui sono passata, nel quale ho conosciuto delle persone, nel quale ho lavorato… Ogni luogo ha qualcosa che mi lega ad esso, qualcosa che mi piace molto e qualcosa che non mi piace… per cui è proprio difficile scegliere!

 

Cosa pensi del costo della vita in Francia?

Il costo della vita in Francia credo che sia molto elevato rispetto ai salari dell’Italia. Ma se contestualizzo il costo della vita al sistema di gestione francese e ai salari francesi, credo che si viva abbastanza bene. Ovviamente ad oggi, i francesi dicono che inizia a sentirsi la crisi e me ne sono resa conto anch’io stessa di come loro stanno diminuendo i consumi, ma restano comunque sempre più elevati rispetto all’Italia. Per questo credo che i francesi riescano comunque a vivere abbastanza bene.

 

Cosa cambieresti della Francia? E dell’Italia?

Cose da cambiare in Francia credo che ce ne siano e possano riguardare il sistema scolastico e il sistema sanitario. Ma anche in Italia cambierei qualcosa. Non è possibile continuare ad avere un’Italia così: bisogna che gli italiani iniziano a valorizzare la loro storia, le loro radici, il loro territorio, i loro paesaggi e valorizzino meglio tutte queste ricchezze che non hanno prezzo ma sicuramente un valore tanto tanto alto! Poi in Italia si deve migliorare tanto il sistema lavorativo valorizzando molto di più la formazione scolastica che è veramente elevata. Secondo me, è importante che l’Italia dia veramente fiducia e creda di più nel potenziale giovanile… Non si può sempre stare a parlare di “fuga di cervelli”, si deve lavorare in e per qualcosa di concreto, che dia a questi giovani delle valide opportunità che li porti a restare o comunque a tornare per incrementare ed arricchire sempre più il valore di questa meravigliosa Italia.

 

Che consiglio daresti a chi è in Italia ma vorrebbe espatriare?

Ad oggi, chi vuole espatriare dall’Italia perché preso dalle paure e dallo scoraggiamento, lo comprendo bene, data la situazione economica dell’Italia. Io ho già passato diverso tempo all’estero e dico che fa sempre bene “uscire dal proprio orto di casa”, quando il fine è quello di conoscere, scoprire, imparare, mettersi in gioco, adattarsi alle più varie situazioni con il giusto spirito di crescita, migliorando i pregi e limando bene i difetti. Dobbiamo diventare delle persone sempre più complete, formate e competenti! Iniziando sempre con il “mettersi al servizio”… Iniziando dal basso e progredendo con i buoni risultati che si ottengono giorno dopo giorno.

Solo se ci mettiamo in discussione possiamo accogliere le opportunità di confronto e quindi di evoluzione e di crescita… Ma attenzione bene a non dimenticare mai, tantomeno rinnegare, le proprio origini e le proprie radici: quello che siamo oggi, è il risultato di una storia iniziata in determinati luoghi, con determinate persone, con delle circostanze, uniche e irripetibili. Per cui, ovunque siamo chiamati ad andare andiamo sempre con tutto il nostro essere, uomini, donne, italiani, del tal paesino…

Ma ovviamente, partiamo sempre con la disposizione di vivere attimo per attimo, adattati sempre più e sempre meglio alla vita locale che troviamo. Questo io lo ritengo molto importante, date le molteplici esperienze che ho avuto: se dobbiamo andare in un posto estero, vicino o lontano che sia e ripetere le stesse azioni quotidiane che viviamo a casa, in Italia, allora restiamo a casa e almeno abbiamo l’umiltà e il rispetto di non andare a disturbare e creare disguidi altrove.

Ogni più piccolo Paese estero, ha una vita, una realtà, un popolo.. tutto è da scoprire e da vivere! E vivere all’estero è bellissimo per tantissimi aspetti, ma non sottovalutiamo le difficoltà e siamo realisti, almeno con noi stessi! …se non abbiamo le condizioni e le capacità, non partiamo… o se partiamo e ci rendiamo conto che le cose non vanno come dovrebbero, allora con umiltà torniamo sui nostri passi… Anche questo fa parte del viaggio! …solo se c’è una partenza ci può essere un ritorno!

E proprio con tutto il cuore mi vien da dire: Partiamo sempre con la voglia di partire, per scoprire terre nuove, uomini nuovi, nella pace, nella gioia e creando famiglia ovunque siamo. Perché in fondo in fondo, siamo tutti nello stesso mondo, e l’unica madre ad accoglierci, nutrirci, crescerci e sostenerci è e sempre sarà la Terra.
Cristiano Prudente

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